Il trattamento di dati e vaccinazione anti Covid-19: cosa c’è di nuovo?

Jessica D'Alonzo

Il garante privacy continua a fornirci nuovi pareri relativamente all’emergenza sanitaria, a tal proposito riportiamo una serie di domande e risposte di chiarimento.

Il datore di lavoro può chiedere conferma ai propri dipendenti dell’avvenuta vaccinazione?

Il datore di lavoro non può chiedere ai propri dipendenti di fornire informazioni sul proprio stato vaccinale o copia di documenti che comprovino l‘avvenuta vaccinazione anti Covid-19. Ciò non è consentito dalle disposizioni dell’emergenza e dalla disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il datore di lavoro non può considerare lecito il trattamento dei dati relativi alla vaccinazione sulla base del consenso dei dipendenti, non potendo il consenso costituire in tal caso una valida condizione di liceità in ragione dello squilibrio del rapporto tra titolare e interessato nel contesto lavorativo.

Il datore di lavoro può chiedere al medico competente i nominativi dei dipendenti vaccinati?

Il medico competente non può comunicare al datore di lavoro i nominativi dei dipendenti vaccinati. Solo il medico competente può infatti trattare i dati sanitari dei lavoratori e tra questi, se del caso, le informazioni relative alla vaccinazione, nell’ambito della sorveglianza sanitaria e in sede di verifica dell’idoneità alla mansione specifica. Il datore di lavoro può invece acquisire, in base al quadro normativo vigente, i soli giudizi di idoneità alla mansione specifica e le eventuali prescrizioni e/o limitazioni in essi riportati.

La vaccinazione anti Covid-19 dei dipendenti può essere richiesta come condizione per l’accesso ai luoghi di lavoro e per lo svolgimento di determinate mansioni (ad es. in ambito sanitario)?

Nell’attesa di un intervento del legislatore nazionale che, nel quadro della situazione epidemiologica in atto e sulla base delle evidenze scientifiche, valuti se porre la vaccinazione anti Covid-19 come requisito per lo svolgimento di determinate professioni, attività lavorative e mansioni, allo stato, nei casi di esposizione diretta ad “agenti biologici” durante il lavoro, come nel contesto sanitario che comporta livelli di rischio elevati per i lavoratori e per i pazienti, trovano applicazione le “misure speciali di protezione” previste per taluni ambienti lavorativi.

Il datore di lavoro dovrà invece limitarsi ad attuare le misure indicate dal medico competente nei casi di giudizio di parziale o temporanea inidoneità alla mansione cui è adibito il lavoratore.

Il medico competente è colui che rilascia le idoneità al lavoro per cui è il soggetto delegato per legge a trattare dati sanitari.

La fonte: www.gpdp.it

Restiamo sempre a vostra disposizione per approfondimenti.

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Jessica D'Alonzo

Consulente Privacy e formatore in corsi per Lavoratori e nell’ambito dell’Apprendistato Professionalizzante. Laureta in Servizi Giuridici curr. Consulenza e sicurezza nei luoghi di lavoro presso la facoltà di Giurisprudenza a Teramo. Ex atleta di ginnastica artistica, appassionata di dolci, shopping e creazione di gadget fai da te.

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    Complimenti è una bella cosa

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