L’ISTAT (vedi foto) rileva che 16 incidenti su 100 avvengono a causa di una guida distratta.

Questi dati vengono definiti fin troppo ottimistici da altri osservatori e addirittura l’ACI pubblica articoli in cui arriva ad attribuire a questa causa ben 75 incidenti ogni 100.

La “guida distratta” ha, quasi sempre, un nome: lo smartphone.

Tutti noi guidatori, osservando il flusso di auto in cui ogni giorno siamo più o meno imbottigliati, possiamo facilmente confermare che il divieto di utilizzo dei cellulari alla guida è ampiamente disatteso dagli automobilisti.

È necessaria anche una sana autocritica ed ammettere che spesso anche a noi capita di avere “un’urgenza”.

I motivi per cui una (troppo) larga percentuale degli automobilisti violi questa norma di legge (art. 173 del Codice della Strada) sono naturalmente soggettivi ma nessuno di essi è giustificabile.

“Ma io mica sono scemo, io lo so fare in sicurezza!”

“Per rispondere ad un messaggio impiego 3 secondi, che sarà mai?”

Queste due sono i must delle giustificazioni.

Non è nostro interesse parlare di cosa si rischi in termini di sanzioni amministrative, ritiro della patente o addirittura, in caso di evento, un processo per omicidio stradale o lesioni personali stradali (artt. 589 bis e 590 bis del Codice Penale).

Vorremo, al contrario, provare a riflettere su un semplice, ma fondamentale aspetto: la velocità del mezzo e i tempi di reazione dell’automobilista.

L’utente della strada è abituato a ragionare in termini di Km/h, concetto semplicissimo: a questa velocità percorrerò “tot” km in un’ora.

Prendiamo come esempio il limite di velocità di 50 Km/h per i centri urbani: significa che percorrerò 50 km in un’ora.

Ma quanti Km percorrerò in 10 minuti? E in un solo minuto?

Siamo ancora molto lontani da una percezione immediata dello spostamento del mezzo.

Se accantonassimo per un attimo i Km/h e utilizzassimo in questo contesto un’altra unità di misura ovvero i m/s (metri/secondo), ci troveremo a calcolare il numero di metri percorsi in un solo secondo in base alla velocità di crociera.

Ed ecco che scopriremmo che viaggiando a 40 Km/h,  in un secondo percorreremmo 11 metri (due volte la lunghezza di un’auto), a 50 Km/h (centri urbani) i metri percorsi in un solo secondo diventerebbero quasi 14.

Perché è importante conoscere questo spazio di frenata?

Perché un secondo è il tempo di reazione stimato per qualsiasi guidatore sobrio e lucido.

Anche nel rispetto delle regole del codice della strada, un secondo è il tempo minimo che passa fra uno stimolo visivo (un pedone che attraversa, ad esempio) o sonoro (un clacson) e l’inizio della nostra reazione sul pedale del freno.

In autostrada, nei limiti dei 130 km/h, in un secondo si percorrono 36 metri, una distanza pari all’altezza di un palazzo di 12 piani.

Capirete molto meglio adesso il perché rispondere ad un messaggio – e quindi distogliere l’attenzione dalla strada per 5/6 secondi – voglia dire, senza troppi giri di parole, giocare con la pelle propria e degli altri.